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 sentenza Mills-Berlusconi (dai giornali stranieri) Successivo
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grazias



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MessaggioInviato: Wed Mar 18, 2009 3:24 pm Rispondi citandoTorna in cima

New York Times

L’Italia condanna un avvocato per aver preso una tangente per proteggere il Premier
Pubblicato mercoledì 18 febbraio 2009 in USA


Roma - Martedì il tribunale di Milano ha presentato una sentenza che manderebbe le istituzioni politiche di molti paesi in tilt. Ha accusato l’avvocato inglese David Mills di aver accettato 600.000 dollari per mentire al fine di proteggere il Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi.

In Italia, la sentenza non era nemmeno una delle notizie principali al telegiornale della sera. Questo onore è andato al maggior opponente politico di Berlusconi, Walter Veltroni, che si è dimesso martedì dopo la netta sconfitta del suo partito lunedì alle elezioni per presidente della Sardegna, in cui il candidato del Partito Democratico ha perso contro il figlio del commercialista di Berlusconi. Così la storia del giorno non era sulla corruzione, ma sulla presa di potere sempre più asfissiante di Berlusconi in Italia.

Mills afferma che farà ricorso in appello. “Sono innocente, ma questo è un caso altamente politicizzato” ha affermato in una dichiarazione.

In effetti Berlusconi è stato un co-imputato fino all’anno scorso, quando ha fatto passare una legge in Parlamento che garantisce alle più alte cariche, in particolare a sè stesso, l’immunità contro l’azione giudiziaria mentre è in carica.

Nonostante le logiche irrazionali della politica italiana, la sentenza piuttosto che una sconfitta per Mills, sembra l’ennesima vittoria per Berlusconi il quale in 15 anni di dominio della vita politica italiana è riuscito a trasformare ogni sconfitta legale in capitale politico.

Un miliardario che possiede il più grande impero mediatico privato in Italia, Berlusconi è stato ripetutamente accusato di corruzione, solo per vedere le accuse rovesciate in appello o appassire quando cadevano in prescrizione. Lui si è dichiarato innocente in tutti i casi. Più Berlusconi sfrutta il sistema a suo vantaggio, più gli italiani sembrano ammirarlo.

“C’è una parte della società italiana che pensa che sia scandaloso che ci sia un Presidente del Consiglio che ha affrontato così tante accuse, che abbia un enorme conflitto di interessi” ha affermato Sergio Romano, un editorialista per il quotidiano Corriere della Sera. “Probabilmente è una minoranza, ma è abbastanza rumorosa”.

“Credo che la domanda che ci dobbiamo porre è perché c’è una parte della società italiana che non è scandalizzata” ha aggiunto.

La maggior parte degli italiani non può neanche fare ordine fra i vari casi giudiziari di Berlusconi. Sembra che anche lui ci riesca appena. “Sono il detentore universale di un record per il numero di processi nella intera storia dell’uomo e anche delle creature che vivono negli altri pianeti,” ha detto l’anno scorso.

Roberto D’Alimonte, un professore di scienze politiche all’Università di Firenze, ha affermato: “Le sole persone che si preoccupano fanno parte della minoranza anti-Berlusconi. La pubblica opinione non si preoccupa. Tutto questo è parte del fenomeno Berlusconi.”

C’è anche una specie di condiscendenza cattolica, per la quale è accettato che gli esseri umani sono peccatori.

Alexander Stille, l’autore del “Sacco di Roma”, un resoconto critico dell’ascesa di Berlusconi, afferma che la maggior parte degli italiani “si sono convinti che la politica sia un affare sporco, che tutti abbiano degli scheletri nell’armadio. I giudici hanno prestato più attenzione a Berlusconi che a tanti altri cittadini, per cui hanno trovato più scheletri nell’armadio”.

Berlusconi è entrato in politica nel 1994, sulla scia di uno scandalo di corruzione nel quale un terzo del Parlamento è stato coinvolto. La magistratura allora era vista come una eccellente braccio del governo.

Ma nel corso degli anni, Berlusconi è riuscito a trasformare la percezione dell’opinione pubblica nei confronti della magistratura con le sue incessanti accuse secondo le quali i magistrati sono ideologi di sinistra che lo hanno preso ingiustamente di mira. “C’è una parte del paese che è spaventata della sinistra; hanno paura della sinistra e Berlusconi approfitta di quelle paure” ha spiegato Romano.

A dicembre, i Pubblici Ministeri hanno accusato Mills di aver accettato denaro nel 2000 in cambio di aver fornito falsa testimonianza nei processi del 1997 e 1998, collegati alle compagnie estere che Mills aveva contribuito a creare negli anni novanta per la Fininvest, la società per azioni di Berlusconi.

I Pubblici Ministeri affermano che Mills non abbia rivelato alla corte che due compagnie estere che compravano diritti cinematografici negli Stati Uniti erano collegate a Berlusconi, secondo quanto riportato da Associated Press. Hanno anche detto che Mills non ha rivelato una telefonata con Berlusconi nella quale i due discussero quelli che furono definiti pagamenti illeciti da parte di Berlusconi al leader socialista Bettino Craxi, morto nel 2000.

Martedì Mills ha ricevuto una condanna di quattro anni e mezzo, ma è improbabile che vada in prigione. Secondo la legge italiana, la reclusione comincia solo dopo una sentenza definitiva. È anche improbabile che i due successivi appelli si concludano prima del 2010, quando il limite di dieci anni per la prescrizione sarà scaduto. Analogamente, se Berlusconi rimane in carica fino a quel momento, il caso contro di lui sarà estinto.

I Pubblici Ministeri di Milano incominciarono a investigare Mills nel 2004, dopo un soffiata delle autorità londinesi, quando il commercialista di Mills si era fatto avanti denunciando il potenziale uso improprio di denaro.

Nel 2004, Mills scrisse al suo commercialista, Bon Drennan, riguardo alla situazione fiscale di un pagamento fatto da Berlusconi. In una lettera a Drennan, Mills scrisse: “Non ho mentito, ma ho aggirato ostacoli molto complicati, per dirla con un eufemismo e ho tenuto Mr B. fuori da un mare di guai nei quali l’avrei gettato se solo avessi detto tutto quello che sapevo”, secondo una copia della lettera che è stata ampiamente pubblicata.

In cambio della sua testimonianza, ha affermato, ha ricevuto denaro che “poteva considerare come un prestito a fondo perduto o un regalo”.

Nel luglio 2004, Mills disse ai Pubblici Ministeri di Milano che la lettera era corretta e che aveva ricevuto 600 mila dollari da collaboratori di Berlusconi come premio per aver fornito una testimonianza favorevole. Più tardi Mills ha ritrattato la sua dichiarazione.

Mills è l’ex marito del Ministro per le Olimpiadi britannico, Tessa Jowell, che in una dichiarazione di martedì emanata dal suo ufficio ha affermato: “Questo è un colpo terribile per David e, nonostante la nostra separazione, non ho mai dubitato della sua innocenza.”

Il Pubblico Ministero nel processo Mills, Fabio de Pasquale, ha messo in dubbio la legalità della legge che garantisce l’immunità a Berlusconi e alle più alte cariche dello stato. La Corte Costituzionale non ha ancora emesso una decisione sulla questione.

Le cronache in autunno hanno riportato che Berlusconi stava pensando di nominare Niccolò Ghedini, il suo avvocato, a una posizione vacante nella Corte Costituzionale. In un’intervista lo scorso autunno Ghedini ha affermato che sarebbe stato improbabile, ma non a causa del suo coinvolgimento nei processi del Presidente del Consiglio. “No, niente affatto” ha affermato allora. “Ma perché mi piace fare l’avvocato. Non vorrei mai diventare giudice”.


El Pais

L’azienda di Berlusconi corruppe l’avvocato Mills
Pubblicato mercoledì 18 febbraio 2009 in Spagna


L’avvocato inglese David Mills è stato condannato ieri da un giudice di Milano a quattro anni di carcere per corruzione in atti giudiziari. I magistrati considerano provato che Mills sia stato corrotto dalla Fininvest, l’azienda di Silvio Berlusconi, che pagò 600.000 dollari (460.000 euro) per testimoniare il falso a favore dell’attuale primo ministro in due processi per corruzione celebrati contro Silvio Berlusconi.

L’attuale primo ministro italiano era imputato come presunto corruttore di Mills nel processo, ma ha evitato di essere giudicato grazie al “lodo Alfano”, così chiamato dal nome dell’attuale ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che ha elaborato qualche mese fa, la norma ad hoc che impedisce di processare le quattro più alte cariche della Repubblica italiana nel corso del loro mandato. Questa legge, già approvata dal Parlamento, è attualmente al vaglio della Corte Costituzionale.

Il caso Mills ha originato uno scandalo politico in Gran Bretagna, finito con le dimissioni della moglie dell’avvocato, ministro della Cultura del Governo di Tony Blair. Paradossalmente, Mills è stato anche condannato a risarcire con 250.000 euro alla la parte civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, cioè, a Berlusconi.

La sentenza getta un’ombra inquietante sui comportamenti giudiziari del Cavaliere. Secondo il tribunale, i 600.000 dollari pagati a Mills dalla Fininvest nel 1998, sono serviti a comprare la testimonianza favorevole dell’avvocato nei processi per corruzione alla Guardia di Finanza e nel caso “All Iberian”, con lo scopo di discolpare Berlusconi.

“In un paese normale”, ha affermato ieri Antonio di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, “il presidente del Consiglio avrebbe già rassegnato le dimissioni”. “Se c’è un corrotto, c’è anche un corruttore. Ma già si sa come vanno le cose in Italia”.

[Le Figaro & AFP]

Quattro anni e mezzo di prigione per l’ex-avvocato di Berlusconi
Pubblicato martedì 17 febbraio 2009 in Francia


David Mills aveva percepito 600.000 dollari in cambio delle sue false testimonianze in favore del Cavaliere nell’affare “Fininvest”.

Lo scorso ottobre, Silvio Berlusconi si era messo al riparo dalla giustizia facendo votare una legge che gli concedeva l’immunità penale durante tutto il suo mandato di capo del governo italiano. Un’immunità che non copre il suo ex-avvocato inglese, David Mills, che è stato condannato martedì a quattro anni e mezzo di prigione per falsa testimonianza in favore del Cavaliere.

David Mills, specialista nell’apertura di conti nei paradisi fiscali, è stato riconosciuto colpevole di aver ricevuto da parte del suo illustre cliente 600 000 dollari in cambio di false testimonianze, in suo favore, in due processi per corruzione di magistrati. I fatti incriminati, che implicano la Fininvest, la holding della famiglia Berlusconi, risalgono alla fine degli anni ‘90.

La procura della Repubblica di Milano aveva chiesto quattro anni e otto mesi di prigione per David Mills. Durante il processo, egli aveva riconosciuto di aver ricevuto questi soldi da Silvio Berlusconi, “a titolo di riconoscenza” per il suo lavoro. Egli era poi ritornato sulle sue dichiarazioni, assicurando che i soldi che gli erano stati versati da un armatore italiano.

Questa condanna “è contraria ad ogni logica e noi la contesteremo”, ha dichiarato il suo avvocato all’annuncio del verdetto, confermando che ricorrerà appello.
David Mills non è il primo avvocato di Silvio Berlusconi ad essere mandato in prigione. Cesare Previti, ex-avvocato ed ex-ministro della Difesa, è stato condannato in via definitiva a sei anni di prigione nel 2006 per corruzione di magistrati nell’affare Fininvest.



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